lunedì, ottobre 10th, 2011

ARTE RUPESTRE, ARCHEOLOGIA CASTELLI E NATURA IN ALTA VALTELLINA

Transitando sulla statale 38, a 20 Km. dalla suggestiva conca di Bormio, i Graditi Ospiti della Magnifica Terra, potranno ammirare, all’altezza della località di Grosio, un promontorio a forma di schiena di balena: “ LA RUPE MAGNA “.
Sul colle della stessa due castelli, quello nuovo e quello vecchio, fanno da guardia alla vallata inserendosi nel paesaggio circostante- in modo maestoso.

Sin dalla preistoria la RUPE, la più grande roccia incisa nell’arco alpino, fu abitata e ne sono testimonianza le ben 5.000 incisioni rupestri, databili tra la fine del Neolitico all’Età del ferro.
Le incisioni sono testimonianza di svariati temi, dalle figure antropomorfe agli animali, dalle figure geometriche alle cappelle, fino alla rappresentazione degli oggetti della vita quotidiana, tipici i rastrelli.
La tecnica utilizzata per incidere cambia da incisione a incisione, dalla tecnica a
“ MARTELLINA” che lascia sulla roccia un’impronta circolare ed era effettuata con piccoli colpi di pietra, a quella “ FILIFORME O A GRAFFITO “ ottenuta grazie all’utilizzo di un oggetto appuntito.
Questo luogo ricco di fascino, può essere un diversivo nella nostra vacanza di sport, benessere e relax, offrendo agli adulti e ai più piccoli un’esperienza indimenticabile forse vissuta fino ad ora, solo sui libri di scuola.

Il periodo medioevale rivive nei resti dei due castelli della rupe.

castello visconteo

Il “ CASTRUM GROSIF ” O CASTELLO DI SAN FAUSTINO “ rimasto come testimonianza solo nel riconoscimento del perimetro murario, ha tra le sue caratteristiche il campaniletto che svetta quasi sembrare toccare il cielo azzurro della valle. E’ affiancato alla piccola cappella che contiene nel presbiterio due sepolcri medioevali scavati nella roccia.

Il “CASTRUM NUOVUM” fu eretto, invece , tra il 1350 e il 1375, per volere della famiglia Venosta, quando Grosio era in intensi rapporti commerciali con Venezia tramite il passo del Mortirolo . Per diverse esigenze strategiche, la fortezza diventò essenziale nelle necessità difensive.
Venne più volte distrutto e poi nuovamente ricostruito, oggi allo stato di rudere è un dei più interessanti e meglio conservati della provincia di Sondrio.
Questi simboli storici sono una testimonianza dei rapporti tra l’area transalpina dell’alta valle del Reno con quella sud alpina delle alpi centro – orientali.

Da non dimenticare, durante questa giornata di cultura storica , la VILLA VISCONTI
VENOSTA casa natale Cipriano Valorsa , pittore grosino del XVI secolo, definito il “Raffaello della Valtellina”.
A oggi,la villa è uno dei musei civici più interessanti e ricco di affreschi, con un accostamento di stili ed epoche diverse, nel quale immergersi.
Da non tralasciare il bellissimo e ampio parco che la villa possiede, nel quale soffermarsi per un momento di relax, quando al tramonto il sole abbandonerà l’affascinante vallata.

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