mercoledì, novembre 30th, 2011

IL VINO DELLA VALTELLINA

Secoli di storia e tradizione nella coltivazione della vite fanno della Valtellina una terra dal fascino antico. Oggi come ieri, nell’attraversare la vallata si rimane affascinati dallo straordinario effetto paesaggistico, disegnato da terrazzamenti vitati sostenuti da migliaia di chilometri di muretti a secco.
Nelle piccole porzioni di terra riportata tra le rocce, maturano le uve nebbiolo che regalano un vino fine, piacevole, di gran qualità oltre che di straordinaria eleganza. Alcuni storici fanno risalire l’introduzione della vite in Valtellina alle antiche popolazioni Celto-liguri, che in epoca pre-romana si insediarono nella zona. Sulle ripide pendici di questa vallata ogni vigneto è ricavato grazie a una imponente opera di terrazzamento, realizzata costruendo muretti di contenimento e coprendo poi la nuda roccia con il terreno trasportato a spalla dal fondovalle.
Nell’800 d.C, sfruttando le strade romane che attraverso i valichi alpini e la valle del Reno collegavano la Valtellina a grandi città come Zurigo e Amburgo, le popolazioni germaniche dando vita ad un fiorente commercio, che favorì la diffusione dei vini valtellinesi anche sui mercati esteri. Più tardi, tra il XIII e il XV secolo, per volere delle famiglie Visconti e Sforza, vennero elargiti particolari privilegi alle popolazioni della valle, al fine di incrementare la produzione del prezioso nettare della Valtellina. Nei secoli seguenti numerosi poeti e scrittori, tra cui Giosuè Carducci, decantarono nelle loro opere questi vini, frutto della caparbietà di generazioni di viticoltori. I vini valtellinesi hanno raggiunto nel tempo uno standard qualitativo di assoluta eccellenza, confermato dai numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali dette case produttrici. Da secoli la Valtellina è terra di viti e di vino. Sulla sponda retica del fiume Adda per una quarantina di chilometri si susseguono, incuneati tra le rocce, i vigneti terrazzati dove matura l’uva che ha rappresentato e rappresenta ancora oggi una delle risorse più significative dell’economia agricola locale. La passione e la fatica di intere generazioni di uomini hanno permesso la coltivazione su queste pendici scoscese di un vitigno nobile come il Nebbiolo, chiamato localmente Chiavennasca. Un altro vino famoso è lo sforzato o Sfursat di Valtellina è il primo passito rosso secco italiano che vanta la “garantita”, ossia la DOCG, ottenuta nel 2003 dopo un laborioso iter che ha visto impegnati, col Consorzio, tutti i produttori. Questo vino è il frutto della selezione delle migliori uve Nebbiolo (grappoli spargoli e sani) che subito dopo la vendemmia vengono stese su graticci in locali asciutti e ben areati detti “fruttai” per la qualità dello Sforzato . L’appassimento dura mediamente 110 giorni e quando a fine gennaio l’aria di Valtellina ha completato il suo…lavoro, l’uva ha perduto il 40% del proprio peso, ha concentrato i succhi, ha sviluppato particolari fragranze aromatiche ed è pronta per la pigiatura. Seguono 24 mesi di maturazione ed affinamento in legno e bottiglia. Solo a quel punto questo rosso caldo, figlio del freddo, con grado alcolico minimo 14% è pronto per la degustazione. Il colore è granato scuro, intensi i profumi. E’ anche il vino più pregiato nel panorama dei vini valtellinesi; ha un profumo intenso, caldo e speziato, ricco di note di frutti di bosco e resina. Al palato si presenta morbido, asciutto, alcolico e vellutato, con un sapore intensamente aromatico, pieno, con sentore di legno e spezie. Lo Sforzato di Valtellina DOCG è un vino di corpo, adatto ad abbinare piatti strutturati, come arrosti, selvaggina, umidi e bolliti di carni rosse e di maiale; ottimo se gustato con formaggi grassi e saporiti come il Bitto. È anche un vino da meditazione da consumare a fine pasto, centellinandolo in piccoli e brevi sorsi, dopo aver scaldato il calice nella mano.

Categoria: Senza categoria


Nessun tag per questo post.