lunedì, novembre 21st, 2011

LA CUCINA VALTELLINESE

Basata sull’utilizzo di pochi ma genuini prodotti, la cucina valtellinese è molto apprezzata anche dai palati più esigenti ed esperti, grazie alla semplice ma sapiente armonia di sapori che da sempre la contraddistinguono. La sua tradizione gastronomica, rispetto ad altre regioni, non è ricchissima, in quanto la Valtellina, essendo un territorio montuoso, ha basato per secoli la sua economia su agricoltura e pastorizia, attività da cui anche oggi vengono tratti i prodotti che intervengono nella preparazione dei piatti più tipici: latte, burro, formaggio e farina. Ne sono un esempio la polenta taragna, i pizzoccheri, che venivano serviti come piatti unici, visto le numerose calorie che hanno e gli sciatt, per citare solo i più conosciuti a livello internazionale. Si tratta in genere di piatti nati per dare un consistente apporto nutritivo a chi doveva spendere molte energie nel lavoro dei campi, e diventati oggi occasione per apprezzare sapori che richiamano un passato da non perdere. Passiamo adesso in rassegna alcuni dei piatti più prelibati di Bormio e dintorni: gli sciatt (il termine viene utilizzato nel dialetto valtellinese per indicare i rospi). Questo piatto valtellinese ha ben poco a che fare con questo animale, si tratta infatti di frittelle di grano saraceno aventi forma irregolare con al loro interno un cuore di formaggio). La polenta Valtellinese da sempre definita il “piatto dei poveri” (la polenta sta alla base di molte delle ricette tipiche valtellinesi, grazie alla sua bontà e semplicità). Tradizionalmente la polenta, preparata con farine miste, diventa “in fiur” se cucinata nella panna anziché nell’acqua e “Taragna” se cucinata con l’aggiunta di burro e formaggio. Costine al Lavécc: la curiosità di questa ricetta non sta certo nel termine costine (di cui tutti conosciamo bene il significato) ma nel lavècc. E’ una pentola di pietra ollare della Valmalenco, dove sono collocate le cave. Prima di utilizzarlo per la cottura dei cibi va strofinato su tutta la superficie interna ed esterna con dell’aglio, successivamente vi si fa cuocere del grasso di maiale o di manzo con cui si ungerà poi tutta la sua superficie. E’ importante però lasciare per circa tre giorni il grasso sciolto dentro la pentola. Per garantire la perfetta cottura del cibo dentro il lavècc è bene ripetere l’intera operazione più volte. Ancora più buona e tipica bormina, è la minestra allo speck, piatto tipico del Bormiese preparato in occasione delle festività natalizie; è una minestra basata sull’utilizzo di latte e riso nella quale non manca il classico condimento “alla valtellinese” di burro e formaggio. E per finire come dessert si può osare a prendere la famosa panadel che è una torta di mele cotta come una frittata.

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