Categorie
- Alta Valtellina (3)
- Bagni di Bormio (1)
- BORMIO (14)
- Bormio Beautyfarm (1)
- Bormio Hôtel (11)
- Bormio Hotel (12)
- Bormio Spa (1)
- Bormio wellness (1)
- Bormio's Hotel (11)
- Ciclismo (1)
- Cicloturismo (1)
- Parc National Stelvio (4)
- Relax Bormio (1)
- sci (1)
- Senza categoria (16)
- STELVIO (5)
- Stelvio National Park (4)
- Stilfserjoch Nationalparks (3)
- Terme Bormio (1)
- Vacances en Valtellina (8)
- Vacanza termale (1)
- VALTELLINA (9)
- Valtellina Holidays (8)
- Veltlin Urlaub (6)
Articoli recenti
- Lo Snowboard
- Discesa Libera maschile
- Ciaspole
- Sci Alpinismo
- IL VINO DELLA VALTELLINA
- LA CUCINA VALTELLINESE
- SCI DI FONDO
- SLEDDOG
- PRIMA NEVE
- ARTE RUPESTRE, ARCHEOLOGIA CASTELLI E NATURA IN ALTA VALTELLINA
- TRADIZIONE STORIA E CULTURA
- Amaro Braulio
- NORDIC WALKING
- Sci estivo sul ghiacciaio dello Stelvio
- IL GOLF – uno sport di precisione, immersi nel verde all’insegna del benessere fisico e del relax
Cloud tags
bike hotel stelvio
residence hotel bormio
mtb italy
vtt italie
bormio apartement
bormio hotel
bormio terme
VALTELLINA
radhotel stilfser
sci estivo
week end terme bormio
settimana bianca bormio
sommerski
bike hotel valtellina
STELVIO
apartamenthotel bormio
vacances de sky
stelvio bike hotel
ski holidays
mtb italien
bormio apartment
mtb bormio
summer ski
BORMIO






SCI DI FONDO
Lo sci come mezzo di locomozione nacque dall’esigenza dei popoli nordici e asiatici di muoversi in un ambiente coperto dalla neve per molti mesi all’anno. Anche d’inverno era questione di vitale importanza procurarsi il cibo con la caccia e la pesca. Un giorno qualcuno iniziò a mettersi ai piedi cortecce e rami intrecciati per facilitare gli spostamenti sulla neve. Con l’andare del tempo queste rudimentali racchette da neve subirono una lenta ma costante evoluzione che le portò, soprattutto nelle regioni dove il terreno era ondulato, a scivolare in modo da rendere meno faticosa e più veloce la marcia. Nelle regioni scandinave spesso i cacciatori con ai piedi lunghe assi ricurve, inseguivano cervi e bisonti. Da alcuni reperti ritrovati nelle torbiere della Svezia si ritiene che si utilizzassero uno sci più corto e uno più lungo. Quello corto, ricoperto di pelle, serviva per dare la spinta, per frenare e per cambiare direzione, quello lungo serviva per scivolare in velocità. Fu nella seconda metà dell’Ottocento che lo sci assunse anche connotati sportivi. La prima gara di cui ci sono notizie documentate risale al 1843. Si disputò a Tromsø (Norvegia) e fu vinta da un lappone che percorse i 5 km in 29 minuti. Nel 1884 si svolse la prima gara di gran fondo sulla ragguardevole distanza di 200 km, vinta in 21 ore dal lappone Lars Tourda. Confinati sia per conoscenza sia per utilizzo nelle regioni scandinave, gli sci di fondo ebbero il loro momento di notorietà internazionale grazie all’impresa del norvegese Fridtjof Nansen che, nel 1888, compì la traversata dell’inesplorata Groenlandia, utilizzando appunto gli sci. Il libro che scrisse divenne ben presto un best-seller in tutta Europa e contribuì a far conoscere questa disciplina al di fuori della sua terra d’origine. Ci sono 2 modi principali per praticare questo sport:
• la tecnica classica: detta anche per brevità, “il classico”, che è stata l’unica praticabile fino agli anni 80, questo causa dei limiti tecnologici nella battitura della pista che imponevano agli sci di muoversi paralleli al senso di marcia. Si esegue aiutandosi con due solchi nella neve battuta larghi poco più degli sci, detti “binari”, che corrono lungo il lato della pista; questi guidano lo sci senza bisogno che lo sciatore debba correggere la loro direzione e creano una base d’appoggio efficiente per lo sci
• la tecnica libera: è piuttosto giovane poiché incomincia a fare la sua comparsa agli inizi degli anni 80, in seguito al miglioramento delle tecnologie di battitura delle piste con motoslitte e gatti della neve, che permettevano di realizzare uno spazio più ampio di neve compatta ai lati del binario rispetto alla battitura manuale
Nella Magnifica Terra si vuole ricordare alcuni famosi anelli:
• La pista Valtellina: situata a Santa Caterina Valfurva si snoda tra un’ampia piana e folti boschi a quota 1800 m ed è caratterizzata da anelli da 5 e 10 km, saliscendi e dislivelli tra 190 m e 390 m. Il tracciato presenta inoltre delle soluzioni tecniche originali e rivoluzionarie tra le quali, in particolare, un’impegnativa discesa molto apprezzata dai fondisti più esperti. Accanto al tracciato agonistico, e in parte coincidente con esso, è presente il tracciato turistico con anelli da 2, 3 e 5 km. Sia la pista agonistica che quella turistica, entrambe sottoposte a costante manutenzione, sono state realizzate con la supervisione di Benito Moriconi, allenatore della squadra nazionale italiana di fondo e della campionessa olimpica Manuela Di Centa.
• La pista Viola: nasce negli anni ‘70 sulle rive dell’omonimo torrente, a Valdidentro, a 2 km circa dal centro di Bormio. Il tracciato della pista si snoda sulla destra del torrente Viola, ed è stata sede di varie edizioni dei Campionati Italiani Assoluti e di gare internazionali, tra cui gli ultimi Mondiali Under 23 nel 2003. La pista è ideata anche per garantire un’ottima visione da parte del pubblico nel corso delle gare, con una visibilità quasi integrale di tutto il percorso. La pista per circa 5km nella sua massima estensione attuale passando sotto alti boschi di conifere ed è di livello semplice anche per turisti. L’ impianto è stato completato con la costruzione di un edificio bar – ristorante, del servizio di noleggio sci e di un poligono per il biathlon e di un raccordo per l’accesso alla pista di ski-roll durante l’estate Negli ultimi anni ha subito numerose variazioni. La partenza si trova presso lo Ski stadium di località Baita Noa, da cui si avviano i vari i tracciati in direzione di Isolaccia e della località Le Motte, utilizzabili sia come pista unica che come percorsi separati.
• Inoltre si vuole ricordare la Piana dell’Alute, a Bormio. Si tratta di un grande anello che dalla cabinovia va a lambire il paese di Cepina per una lunghezza complessiva di quasi 10 km. Gli altri percorsi più brevi si diramano dal più grande, per la pratica delle varie tecniche, a un altro più impegnativo che risale i pendii del Valleccetta alternando alternando interessanti sali – scendi.